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Articolo di Teresa Valiani per Redattore Sociale

Teatro in carcere: l’esperienza italiana fa scuola negli Stati Uniti

Due giornate di incontri e conferenze nel Massachusetts rivolti a educatori e operatori sociali con Vito Minoia, presidente del Coordinamento nazionale Teatro in carcere, e il maestro burattinaio, Mariano Dolci. Minoia: "Un’ottima opportunità per far conoscere il nostro lavoro e i risultati che si possono ottenere"

04 maggio 2017

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I burattini di Federico Garcia Lorca. Compagnia Lo spacco 2014. Foto: Umberto Dolcini

 

URBINO – La quarta Giornata nazionale del Teatro in carcere continua a registrare adesioni mentre approda oltre oceano l’esperienza italiana dei palcoscenici rinchiusi, veicolata dalla tradizione delle marionette e protagonista di una serie di incontri e conferenze che hanno visto negli Stati Uniti lo studioso e regista Vito Minoia, presidente del Coordinamento nazionale Teatro in carcere, e il maestro burattinaio Mariano Dolci già docente di Teatro e Animazione all’università di Urbino. Due le tappe fissate nel programma della trasferta: all’Eric Carle Museum of Picture Book Art di Amherst dove la giornata di formazione con conferenze si è conclusa con l’invito a cimentarsi nella costruzione di una marionetta. E, il giorno seguente, alla ‘Dante Alighieri Society’ di Cambridge, a Boston, con una conferenza su “Le marionette come strumento educativo e di promozione delle diversità”, svolta in collaborazione con l’Ufficio Educazione del Consolato d’Italia.

Foto: Umberto Dolcini I burattini di Federico Garcia Lorca. 

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 “Siamo stati negli Stati Uniti – racconta Vito Minoia – per tenere una formazione rivolta a educatori e operatori sociali interessati al rapporto tra il Teatro educativo e inclusivo e i contesti di diversità. Momenti che rappresentano un’ottima opportunità per far conoscere il nostro lavoro e i risultati che si possono ottenere con questo tipo di esperienze. Il pubblico ha apprezzato molto le immagini che ho mostrato, sottotitolate in inglese, su ‘I burattini di Garcia Lorca’, uno spettacolo realizzato dalla compagnia ‘Lo spacco’ composta da detenuti e detenute del carcere di Pesaro. Le lezioni si sono tenute ad Amherst e Boston (Massachusetts), dove ho anche ripreso i contatti con esperti, futuri nostri ospiti per il convegno internazionale “Le scene universitarie per il teatro in carcere”, in programma a novembre 2017 a Urbania a cura della rivista europea ‘Catarsi-teatri delle diversità’”. Nel corso delle conferenze, Minoia ha presentato il lavoro sviluppato negli ultimi 20 anni all’Università di Urbino con la rivista europea e nel carcere di Pesaro, coinvolgendo detenuti, detenute e studenti universitari nell’allestimento di spettacoli di teatro di animazione ispirati, tra gli altri, a Jarry, Gramsci, Garcia Lorca e Kafka.

 Lettere dal carcere. Vito Minoia con gli attori della Compagnia - Carcere di Pesaro Vito Minoia con gli attori della Compagnia Lo Spacco

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Direttore artistico del Teatro Universitario Aenigma all’università di Urbino, Minoia ha fondato e presiede il Comitato nazionale Teatro in carcere, organismo costituito da oltre 40 esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio nazionale, con il sostegno del ministero di Giustizia – Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e il coinvolgimento di oltre 100 istituti penitenziari. Ottimo il bilancio della quarta Giornata nazionale del Teatro in carcere che si avvia alla conclusione e che continua a registrare nuove sorprese e adesioni con ulteriori iniziative che si svolgeranno anche a maggio. Al momento sono 16 le regioni italiane coinvolte, 45 gli istituti penitenziari e 27 le altre istituzioni, tra università, scuole, uffici di esecuzione penale esterna, teatri ed enti locali.

 

(Teresa Valiani)

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