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Il teatro in carcere italiano al Congresso Mondiale dell'Unesco

Una sessione di lavoro degli incontri di Segovia (Spagna) dal 17 al 22 luglio sarà dedicata all’esperienza italiana.

Intanto il presidente del coordinamento nazionale, Vito Minoia presenta il prossimo evento: sul palco della casa circondariale di Pesaro, studenti e detenuti della compagnia “Lo spacco”

15 giugno 2017 – 10:19

Lo spettacolo “La Follia, un solitario cammino in salita”. Foto: Umberto Dolcini 

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ROMA - Novantanove eventi in 17 regioni italiane, 5 iniziative fuori dal territorio nazionale (negli Stati Uniti, in Francia, in Tunisia, in Argentina e in Spagna), il coinvolgimento di 54 istituti penitenziari e di 42 altre istituzioni tra scuole, università, uffici di esecuzione penale esterna, teatri ed enti locali. Il successo e i numeri della quarta Giornata nazionale del Teatro in carcere superano tutte le aspettative e proiettano l’esperienza italiana fuori dai confini nazionali ed europei. Dopo i due giorni di incontri e conferenze tenuti dal presidente del Coordinamento nazionale Teatro in carcere, Vito Minoia e dal maestro burattinaio Mariano Dolci, nel Massachussets ad aprile, un nuovo impegno internazionale spicca nell’agenda del regista pesarese. Minoia è stato infatti invitato dall’Istituto Internazionale del Teatro – Unesco a tenere una relazione sulla specificità del fenomeno del teatro in carcere in Italia e sull’esperienza del Coordinamento nazionale, visto il successo conquistando in questi anni dalle Giornate nazionali che puntualmente si svolgono in concomitanza con il World Theatre Day, indetto dallo stesso Istituto dell’Unesco. Il presidente è stato invitato a curare un intervento in occasione del 35mo congresso mondiale dell’Iti che si terrà dal 17 al 22 luglio a Segovia, in Spagna, e che coinvolgerà i diversi operatori presenti in una sessione di lavoro che prevede, dopo la relazione iniziale sull’eccellenza italiana, un dibattito sull’argomento. Nel frattempo proseguono i laboratori e gli eventi negli istituti penitenziari italiani. Il prossimo, in ordine di tempo, è previsto a Pesaro e sarà ospitato nella casa circondariale il 23 giugno dove, dalle 10, andrà in scena lo spettacolo “Confina-menti”, a cura del Teatro Aenigma di Urbino, a chiusura della 14ma edizione della rassegna “L’arte sprigionata”, promossa dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, dalla casa circondariale e dal Comune di Pesaro.


Foto: Umberto Dolcini 

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“Quel giorno – spiega Vito Minoia si completa un ciclo di lavoro che da due anni ha visto impegnati gli attori della Compagnia ‘Lo spacco’, composta da detenute e detenuti nella Casa Circondariale di Pesaro, insieme agli allievi dell’Istituto comprensivo statale ‘Galilei’ di Villa Fastiggi. Due classi differenti di allievi della scuola secondaria di primo grado si sono cimentati nel 2016 e nel 2017 con un lavoro di ricerca espressiva intorno ai testi ‘L’avventura di Martin Bresler’ e ‘Molino Rojo’ del drammaturgo argentino Alejandro Finzi. Il secondo gruppo (IIIB, dell’anno scolastico appena trascorso) ha concluso in questi giorni il proprio percorso presentando il risultato della ricerca prima a scuola per il pubblico dei genitori e poi per i detenuti della Casa Circondariale di Pesaro, dopo aver avuto uno scambio creativo proprio attraverso incontri di laboratorio in carcere. I ragazzi, autorizzati dai genitori, sono stati accompagnati nella casa circondariale dai loro docenti di riferimento per l’attività”. “Si tratta – sottolinea il regista – di una metodologia di lavoro attuata dal Teatro Aenigma, che conduce in carcere a Pesaro un laboratorio permanente dal 2002, in stretta relazione con il laboratorio condotto a scuola, una modalità che ha ‘fatto scuola’ a livello nazionale, al centro di una sessione di lavoro intitolata ‘Quando il carcere incontra la scuola attraverso il teatro’ patrocinata nel 2015 dagli Stati generali per l’Esecuzione penale nell’ambito del XVI Convegno internazionale su ‘I teatri delle diversità’. “Alejandro Finzi, che ci farà pervenire una testimonianza in video che proietteremo a conclusione dello spettacolo – prosegue Minoia -, a novembre scorso, ha incontrato a Pesaro i ragazzi della Galilei e i componenti della compagnia interna al carcere dialogando intorno alla sua opera e donando alla biblioteca del carcere una copia dell’opera ‘Molino Rojo’ poi appositamente tradotta dagli stessi partecipanti allo spettacolo, alcuni dei quali di madre lingua spagnola. ‘Lo Spacco’ è il nome della compagnia, attribuito nel 2006 al gruppo di detenute e detenuti che ne facevano parte in quel periodo, proprio dagli allievi dodicenni che quell’anno erano coinvolti nel progetto educativo d’intreccio creativo attraverso il teatro. Si tratta di una compagnia mista, unico esperimento continuativo di questo tipo in Italia, riuscito a rimanere in vita per oltre 10 anni grazie alla volontà della direzione educativa della Casa Circondariale di Pesaro. Lo spacco è quella distanza da colmare tra città e carcere attraverso gli strumenti dell’arte e della creatività”. (Teresa Valiani)

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